Con il veto inflitto in Francia, la fatina verde (soprannome derivato dall'incantesimo in cui avvolgeva il consumatore) fece la sua comparsa in altri stati più permissivi, in particolare nella penisola iberica e nel centro Europa, trovando la perfetta dimora nel territorio Ceco di Boemia intorno il 1920, da cui sembra derivare il nome di assenzio Bhoemian.
La nuova fatina era di 70 gradi, più alta dei 68 francesi, di colore verde chiaro smeraldo, quasi sul turchese, con l’assenza di un forte retrogusto di anice, a disputa di quello francese, lasciando rilevare maggiormente il sapore del coriandolo, liquirizia, finocchio e, non effettua l’opalescenza con l’aggiunta d’acqua.
Anche la preparazione avveniva in modo diverso dal tradizionale, che ne aumentò certamente il fascino per questa bevanda.
Con l'ultimo convegno mondiale della Fatina Verde svolto allo Slow Food a Torino nel 2004, tutti i maggiori esperti di assenzio hanno concordato che i metodi di preparazione definiti classici sono due: quello tradizionale Parigino e quello Praghese o Bohemien (Flambé).
Gli occorrenti necessari per la preparazione dell'assenzio nel metodo tradizionale parigino erano un bicchiere a calice di forma conica, l'apposito cucchiaio forellato e una zolletta di zucchero con dell'acqua fredda.