Assenzio

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un po' di storia...
Con la direttiva del 22.06.1988 il consiglio europeo ha tolto all’assenzio la condizione di fuorilegge permettendo ai vari stati di adottare normative che riportassero il leggendario liquore nel libero commercio.
In Italia, nel 1931 il fascismo aveva sanzionato pesantemente la distribuzione del consumo dell’assenzio; finalmente con il decreto legge numero 107 del 25 gennaio del 1992 lo stato italiano sana un ridicolo divieto ed a Bologna il 20 gennaio 2003 la mitica fata verde riappare iniziando in modo festoso gli incontri con quanti da decenni aspettavano l'antico liquore.
Infatti, nonostante l’assenzio non fosse legalizzato prima del 2002, esistevano diversi bar che in forme piuttosto originali riuscivano a proporre la bevanda.

Le poche informazioni rendono molto difficile accertare con esattezza la data e il posto dove la Fatina Verde ha fatto la sua prima apparizione.
Sembra però, che il merito del primato aspetti a Torino, capoluogo storico per l’alto consumo di Vermut in Italia.

I nuovi consumatori della magica pozione hanno rispettato le vecchie tradizioni, molto diffusa la richiesta di assenzio nel metodo Francese, ma quello preferito rimane il Bohemian, in cui l'alcol viene incendiato, per i più giovani anche assoluto.

Il bevitore di vino tende all'allegria, alla chiacchiera. Il bevitore d'assenzio è perduto nelle sue fantasticherie; più che vera ubriachezza, l'assenzio induce ad uno stato di vaporoso stordimento, ad un’ orgia dei sensi.

Le vendite di assenzio stanno superando tutte le aspettative, in seguito allo sbalorditivo successo ottenuto a Londra.

Ci si domanda ancora perché l’assenzio abbia subito una sorta di persecuzione che ha invece risparmiato distillati più pericolosi.

Eppure esiste una letteratura classica che ne ha raccomandato il consumo.

Plinio il Vecchio ad esempio ne esaltava il sapore e le capacità terapeutiche che limitavano i dolori artritici; Ippocrate lo consigliava per itterizia, reumatismi, anemie e dolori mestruali.

Nel medioevo l‘infuso di ’artemisia Absinitum romana curava la disappetenza, l’astemia gastrica oltre che abbassare la febbre.

Una diffusa voce popolare ha sostenuto le qualità afrodisiache dell’Assenzio, trovando conferma in una larga fascia di intellettuali (Budelaire, Hemingway, Rimbaud, Verlaine, Picasso).

Scriveva Oscar Wilde:
l’Assenzio, come una poesia, favorisce l’amore.

L'assenzio cessò di essere fenomeno locale quando l'originale ricetta sviluppata dal medico Francese Pierre Ordinaire 1792, a Couvet in Svizzera, giunse nelle mani di Henri-Louis Pernod nel 1805, Pontalier, Francia, che ne iniziò una produzione di tipo industriale, con un consumo di 20.000 litri giornaliero della bevanda verde.

Consumo che registro il suo record massimo di vendita nel 1910 con 36.000.000 di litri e, nel 1912 con 220.000.000 di litri di assenzio venduti in Francia.